Why?

ritratto di Radamantis

Vi starete certamente chiedendo che ragione ha tutto questo e la mia testardaggine nello studiare autonomamente cose che esulano da ciò che dovrei studiare all'Università. Cominciamo col dire che l'idea è venuta dalla constatazione che lo studio che stavo facendo non appagava la mia "sete di conoscenza"... non che non mi piacesse, s'intende, ma non ho mai compreso la testardaggine di alcune istituzioni nel fornirti un'UNICA soluzione al problema, senza discutere nemmeno in teoria altre idee fornite da altri linguaggi o altre tecnologie: una struttura davvero formativa non dovrebbe fornire semplicemente delle idee teoriche e poi lasciare a te la scelta sulla migliore da applicare? Per definizione, non esiste un'idea che sia migliore di altre, o la possibilità di fare qualcosa in un unico modo, in informatica. Ho più volte cercato di trovare una risposta ai miei dubbi e l'unica soluzione che ho trovato è stata la seguente: questo modo di fare NON ha l'obiettivo di formare, ma di renderci DIPENDENTI; dipendenti da UNA SOLA idea, UN SOLO linguaggio, tutti uguali e quindi tutti capaci di lavorare SOLO con certe tecnologie e certi linguaggi, con le cui case produttrici guarda caso perlopiù si ha una "convenzione". Di sicuro ciò aiuterà gli iscritti a trovare più facilmente lavoro, ma non è certo questo quello che dovrebbe fare un' UNIVERSITÀ. "Università" deriva dal latino "universitas, universitatis", che significa "totalità, insieme"... dunque, ciò che dovrebbe fare è fornirci una conoscenza universale, perlomeno sull'argomento che si sceglie di approfondire... nella fattispecie, fornirci le idee di base di TUTTI i paradigmi di programmazione, introdurre TUTTE le tecnologie in uso, insomma non dovrebbe comportarsi come una sorta di scuola di avviamento professionale avanzata che ti fornisce una patente europea in questo o quel linguaggio. Questo dunque il motivo del blog: portare avanti questa idea e spingere tutti coloro che si troveranno a passare di qui alla libera ricerca. Non fermatevi in superficie, non accontentatevi di quello che vi viene detto da gente morta dal cuore in su: guardate le cose come se le vedeste per la prima volta, vedete ciò che gli altri scelgono di non vedere senza compromessi e senza pregiudizi; guardate sempre con stupore il meccanismo di migliaia di parole che diventano l'agire di un calcolatore e soprattutto, pensate con la vostra testa e abbiate coraggio di sperimentare cose nuove, senza odiare quelle rare persone che davvero si occupano di insegnarci qualcosa di veramente formativo. Mi sono dilungato fin troppo sul motivo che mi ha spinto a creare questo blog, ma se con questo discorso un po' folle e un po' appassionato avrò convinto una parte di voi a non denunciarmi alla neuro o addirittura a non pestarmi, mi riterrò estremamente soddisfatto.

Dal mio vecchio blog, post del 24/06/2007.